Villa di Diomede


Scavata nel 1771-1774, questa villa pseudo-urbana fu attribuita a M. Arrius Diomedes, la cui tomba è di fronte al monumentale ingresso, che introduce subito al peristilio, secondo le prescrizioni dell'architetto latino Vitruvio per le ville. A fianco è la zona termale, ed ambienti residenziali e di servizio; dal triclinio si godeva una splendida vista sul giardino sottostante e sul mare. Per una scala s'accede al quartiere inferiore della lussuosa villa (oggi non visitabile), costruito su un criptoportico, che serviva da cantina per il vino e che regge un peristilio attorno al giardino. Presso la porta posteriore giacevano due corpi aggrovigliati uno dei quali aveva un anello d'oro al dito e una chiave d'argento in mano, e teneva un gruzzolo di 1356 sesterzi. Altri diciotto corpi, tra i quali donne e bambini, asfissiati dai vapori, furono scoperti nel sotterraneo.

Villa di Diomede

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