R. Rive: un album fotografico di Pompei

                        ROBERT RIVE: UN ALBUM FOTOGRAFICO DI POMPEI

Robert Rive, considerato fra i vedutisti più importanti della seconda metà dell’Ottocento, nacque in Prussia a Breslavia. Non conosciamo la data di nascita ma solo che apparteneva ad una famiglia di origine francese trasferitasi in epoca imprecisata nella città dove poi nacque. Nel 1850, insieme al fratello Giulio, si trasferì a Napoli dove fondò un atelier fotografico, specializzato in particolare nel vedutismo e nei ritratti, che negli anni sessanta era in Palazzo Serracapriola  alla Riviera di Chiaia.
Nel panorama della fotografia dell’Ottocento, già a partire dagli anni sessanta, spicca per la sua ampia produzione nei vari formati l’atelier di  Robert Rive con scatti raffiguranti le principali città e monumenti d’Italia meta del “grand tour”.
Allo stato attuale delle ricerche non è stato rintracciato un Catalogo commerciale dell’atelier ma solo numerosi scatti presenti in collezioni pubbliche o private con varie successioni numeriche delle singole foto. Nel complesso la scelta dei soggetti di Rive rientra nella tipica produzione vedutistica dell’epoca con una particolare attenzione al paesaggio ricorrendo all’uso di obiettivi con focale più o meno corta per ottenere una maggiore ampiezza dell’immagine. Spesso gli scatti sono animati da personaggi disposti per lo più agli angoli inferiori  della foto o in posizione contrapposta.
Fra le numerose campagne fotografiche effettuate nei principali luoghi turistici della Campania, quali Capri, Sorrento e Napoli, non potevano mancare riprese eseguite nelle aree archeologiche di Pompei, nel 1868 e 1895, e di Ercolano nel 1869 sepolte dalla distruttiva eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

CATALOGO
L’album pubblicato, dal formato rettangolare, è composto da 22 stampe all’albumina, da negativo al collodio su lastra di vetro, del tipo cabinet applicate su cartoncino color beige.
Tutte le immagini sono montate in un riquadro bordato in color oro e presentano un viraggio tendente al violaceo. L’album presenta un frontespizio con la scritta “ Pompei” in corsivo, arricchita da elementi decorativi, con la firma all’interno della voluta inferiore della lettera iniziale “Robert Rive Napoli” ed è rilegato in marocchino rosso sul quale è riportata l’intestazione interna “POMPEI” impressa in oro sul piatto anteriore. La numerazione, insieme all’indicazione del soggetto, è sempre presente  in un riquadro nero di forma rettangolare all’angolo sinistro inferiore di ciascun scatto ad eccezione della foto n. 19 dove è inserita in posizione centrale.
Per quanto riguarda la successione cronologica di tutti gli scatti non abbiamo elementi per suddividerli con precisione nelle due campagne di Rive a Pompei del 1868 e del 1895.
Tuttavia l’esame delle singole foto in alcuni casi ha fornito informazioni utili per stabilire un termine post o ante quem delle riprese per la presenza di elementi, in particolare relativi al restauro delle strutture degli edifici, che hanno permesso di arrivare ad una datazione più precisa. Le riprese di Rive presentate rientrano, sulla base di quanto esaminato nel  repertorio di immagini che ritroviamo nei Cataloghi di altri famosi fotografi attivi a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento relativi alle aree archeologiche di Pompei ed Ercolano. Gli edifici riprodotti nell’album, essendo considerati i più rappresentativi di Pompei, si inseriscono in quella fascia di abitazioni e monumenti pubblici che costituivano una meta insostituibile dell’itinerario turistico di quanti visitavano Pompei.
L’Italia meridionale infatti era diventata una meta insostituibile nel percorso dei viaggiatori già dalla seconda metà del Settecento in particolare per le scoperte clamorose delle città sepolte dalla furia distruttiva del Vesuvio ampliando così un percorso dedicato alle antichità che in precedenza si fermava a Roma. Le numerose riproduzioni grafiche e pittoriche dei monumenti più rilevanti riportati alla luce di Pompei ed Ercolano sia per studio che per souvenir di viaggio del Grand Tour costituirono una fonte iconografica di primaria importanza per i fotografi per eseguire le campagne di documentazione sui luoghi degli scavi arricchiti, ovviamente, delle nuove e continue scoperte. 

Ernesto De Carolis, Robert Rive: un album fotografico di Pompei, Pompei, 2013 pubblicato a cura dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei (Quaderni di Studi Pompeiani, VI, 2013).
 
 
  • Ernesto De Carolis, Robert Rive: un album fotografico di Pompei, Pompei, 2013 
  • Ernesto De Carolis, Alphonse Bernoud fotografo a Pompei 
  • Ernesto De Carolis, Pompei nella documentazione fotografica del '900
  • Aa.Vv., Fotografi a Pompei nell’800 dalle Collezioni del Museo Alinari (catalogo della mostra), Firenze, 1990
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