La ricerca archeologica e storica nel comprensorio vesuviano coperto nel 79 d.C. dall’eruzione non può non tener conto dell’unicità della situazione alla quale si rivolge. Al contrario di quanto accade nella maggior parte dei siti antichi mediterranei, I'immagine di quella scomparsa società si ricompone nell'indagine anche per aspetti, cristallizzati dall'eruzione, altrove andati irrimediabilmente perduti. L'affinamento delle tecniche e delle metodiche proprie di altri campi scientifici aumenta la quantità di dati a disposizione, accanto a quelli tradizionalmente <<archeologici>>. L'archeologia vesuviana, che già dal XVlIl sec. si apre alla modernità, si pone tre secoli dopo, come osservatorio privilegiato per un'indagine compiutamente storica delle antiche culture.

Pietro Giovanni Guzzo
Soprintendente Archeologo di Pompei
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