Pompeiana

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Le scoperte archeologiche di Ercolano (1738) e della città di Pompei nel 1748, sotto il regno di Carlo di Borbone, destarono una profonda emozione, influenzando profondamente la cultura europea tanto da fare delle città vesuviane sepolte dal Vesuvio una tappa obbligata del Gran Tour d'Italie.
Non solo vedutisti e pittori contribuirono a far conoscere le rovine che venivano alla luce ma ne subirono il fascino letterati, scrittori e finanche Mozart il quale, nel secondo viaggio in Italia, visitò Pompei ed il Tempio d'Iside, ricco di suggestioni massoniche, poi citato nelle scenografie del Flauto magico per la prima rappresentazione tenutasi a Vienna nel 1791.
Da allora le rovine di Ercolano e di Pompei, che progressivamente venivano alla luce, hanno ispirato opere letterarie e figurative ed oggetti di arte decorativa,  permeando la cultura tardo-romantica della nostalgia e rievocazione dell’antico, e attraversando Ottocento, Novecento fino alle più recenti espressioni artistiche visive e multimediali.
Pompeiana intende riproporre, attraverso significative citazioni presenti in letteratura, nelle arti figurative, nei documenti visivi tale influenza.

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