Necropoli di Porta Ercolano


Una volta usciti da Porta Ercolano (anticamente chiamata Veru Sarinu, cioè la “Porta che conduce alle saline”) si entra nello spazio funerario e, in particolare, nella fascia di proprietà pubblica riservata alla sepoltura di cittadini illustri. Sul lato sud della strada, ad esempio, si trovano la tomba ad altare di Marcus Porcius (n.3), che si adoperò per la costruzione dell'Odeion e dell'Anfiteatro; la tomba a schola (sedile semicircolare) costruita per la sacerdotessa Mamia (n.4), o quella retrostante, a edicola col colonnato ionico, appartenente agli Istacidii, proprietari di Villa dei Misteri. Più avanti, fuori dal terreno pubblico, si susseguono, su entrambi i lati della strada pavimentata in epoca augustea, altre tombe monumentali alternate a tabernae e agli accessi di lussuose ville suburbane come quelle di Cicerone (civici 6 e 15a) e quella di Diomede (civici 24 e 25), sul lato sud della strada, o quella delle Colonne a Mosaico (civici 12 e 15) sul lato nord.

La tomba 17, ad esempio, posta sul versante meridionale della strada, apparteneva al ricco mercante Umbricio Scauro che costruì la sua fortuna sul commercio dell'apprezzatissimo garum, una salsa a base di pesce, e che aveva vissuto in una villa panoramica nel quartiere ovest della città.

La necropoli, che presenta tracce di uso funerario da epoca sannitica prima ancora che romana, fu scavata da metà del XVIII secolo e il suo aspetto monumentale e romantico ispirò numerosissimi acquerelli e disegni di paesaggisti e viaggiatori.

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