le produzioni naturali 


In estate ci si aspettava a luglio tempo caldo e caliginoso, ad agosto, soprattutto nella seconda metà, violenti e repentini acquazzoni, a settembre ancora caldo, ma piogge più frequenti. l lavori nei campi assorbivano gran parte delle energie: la preoccupazione che potesse intervenire qualche accidente a mettere a repentaglio i raccolti faceva sì che venissero dedicate infinite cure ai campi e agli orti. L'attacco di parassiti, ad esempio, era temuto Almeno quanto le improvvise grandinate, e veniva attribuito alla caduta di pioggia infetta: se non si era provveduto in tempo a trattare i semi con morchia di olive o con fuligine per renderli inattaccabili dagli insetti, bisognava ora trattare le piante con succo di marrubio o di semprevivo. Venivano, inoltre, praticati un gran numero di riti lustrali: nei casi più disperati si faceva far girare per tre volte intorno al campo una giovane donna in periodo mestruale. Queste credenze popolari al limite della magia, che hanno accompagnato la vita dei campi per millenni, non esprimevano altro che il terrore di perdere i raccolto, cui era legata la sopravvivenza individuale e della comunità. Già a partire dalla fine di giugno bisognava mietere l’orzo, tagliare la veccia e le fave destinate al bestiame, raccogliere il miele tagliando i favi. Negli orti bisognava piantare il basilico rullando bene il terreno per evitare che le formiche portassero via i semi e provvedere all'irrigazione, mentre il raccolto di agli, cipolle e aneto, riuniti in mazzi, veniva portato al mercato. A luglio bisognava completare la mietitura del Frumento, raccogliere la paglia e preparare i pagliai, avviare la nuova aratura, tagliare le fronde da destinare agli animali, seminare il sesamo, appendere i rami di caprifico tra queli di fico per favorire la fruttificazione. Negli orti bisognava raccogliere le lattughe, i Cavoli, le cime di pungitopo, gli asparagi selvatici e portare a maturazione zucche e meloni aiutandoli con frequenti annaffiature. Al di là dell'uso alimentare le zucche erano utilizzate anche come contenitori per la pece, per i'acqua, per i vino o per il miele: i bambini, poi, se ne servivano come salvagente. Nella credenza popolare si poteva anche determinare la forma della zucca a seconda delle proprie necessità: per ottenerne di molto larghe, i'anno precedente si sceglieva un esemplare molto grande e se ne raccoglieva il seme nel punto di massima ampiezza. Gli allevatori dovevano portare le vacche alla monta affinchè partorissero i nuovi nati in primavera, quando il pascolo era più abbondante e tenero. I pastori, che avevano raggiunto i pascoli d'altura, si assicuravano che le bestie si cibassero nelle ore più fresche del giorno, così da tenerle raccolte in prossimità di pozze o di corsi d'acqua nelle ore più calde. In agosto si spampinavano le viti per favorire la maturazione dei grappoli e si raccoglieva la frutta da serbare per l'inverno seccandola o immergendola in miele o in mosto: pesche, fichi, pesche, more, susine, le varietà precoci di mele e pere. Si raccoglieva I'acqua marina per il lavaggio delle anfore: agli inizi di settembre, infatti, cominciavano i preparativi della vendemmia. I doli, di grandi dimensioni, richiedevano complesse operazioni per I'asportazione dei residui dell’anno precedente: bisognava infatti sceglierli con l’ausilio del calore e raschiarli. I recipienti venivano successivamente lavati con acqua e sale - ma nei paesi rivieraschi si usava raccogliere a tempo l'acqua marina - e, una volta asciugati, nuovamente impeciati. Per le anfore le operazioni erano le stesse, ma rese più semplici dalle dimensioni ridotte: a Pompei frequentemente sono stati trovati mucchi di anfore capovolte messe ad asciugare. Parte dell'acqua marina veniva bollita per fare i vini conditi. Negli orti si piantavano le rape e i navoni mentre nei campi si rinnovavano le arature, si seminava il fieno greco e la veccia per il pascolo e si mieteva il miglio e il panico. Alla fine dell'estate si incendiavano i prati per il pascolo così da liberarli dagli spini e ci si preparava per la vendemmia.
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