Il thermopolium (parola latina formata da termini greci) di Vetutius Placidus aperto su via dell’Abbondanza è un esempio della mobilità sociale di Pompei in età romana, dove anche commercianti ed artigiani godevano di uno status sociale elevato, riservato nei tempi più antichi unicamente ai proprietari terrieri. In questo locale si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome, conservati in grandi giare incassate nel bancone di mescita in muratura, riccamente decorato. Interessante è l’edicola* sul muro di fondo, particolarmente ben conservata, che costituisce un larario* dedicato agli dei protettori della casa (Lari), al Genio protettore del proprietario, al dio del commercio (Mercurio) e al dio del vino (Dioniso). Nella parte retrostante, collegata direttamente alla bottega, è l’abitazione decorata da pregiati affreschi e un triclinio* per banchettare all’aperto. In una delle grandi giare di terracotta inserite nel bancone è stato trovato un tesoretto di quasi tre chili di monete, probabilmente gli ultimi incassi dell’oste, a conferma di quanto fosse redditizia l’attività dell’osteria. Data di scavo: 1912; 1939.

 
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