Siti archeologici

Pompei Ercolano Oplontis Stabiae Boscoreale
 Ecco il Vesuvio, che ieri ancora era verde delle ombre di pampini:
qui celebre uva spremuta dal torchio aveva colmato i tini.
Questa giogaia Bacco amò più dei colli di Nisa:
su questo monte ieri ancora i Satiri eseguirono il girotondo.
Qui c'era la città di Venere, a lei più gradita di Sparta;
qui c'era la città che ripeteva nel nome la gloria di Ercole.
Tutto giace sommerso dalle fiamme e dall'oscura cenere:
gli dei avrebbero voluto che un tale scempio non fosse stato loro permesso
Marziale Ep. IV, 44

Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia nella Tabula Peutingeriana

Tabula Peutingeriana

La Tabula Peutingeriana, conservata nella Nationalbibliotech di Vienna, rappresenta, su una striscia lunga m. 6,80 e larga cm. 34 suddivisa in segmenti, i lineamenti delle terre dell'Impero Romano, dalla Penisola Iberica al Mar Caspio.
La Tabula illustra i più rilevanti aspetti fisici del mondo antico, segna le grandi strade allora conosciute, con le relative stazioni di tappa e le distanze in "milia" fra una località e l'altra.
La denominazione Peutingeriana deriva dal nome del suo antico proprietario Konrad Peutinger che la ebbe in dono nel 1507, probabilmente una copia del XIII sec. di un originale forse del IV sec. d.C.

 
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